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Chiesa della Pietà

XVI SECOLO La Chiesa della Madonna della Pietà fu eretta nel 1591 a seguito di un evento miracolo che vide un cieco riacquistare la vista proprio di fronte ad un'edicola con un’effigie della Madonna della Pietà. Ad assistere all'evento un frate minore che stazionava proprio in quel posto per raccogliere offerte da tutti coloro che entravano in città. Fu il vescovo di Lucera, mons. Pietro di Monte Sabino ad autorizzarne la costruzione della chiesa con annesso convento, tra il 1580 e il 1591. La chiesa, nonostante i numerosi restauri subiti nel corso dei secoli ha mantenuto la struttura orginale conservando lo stile barocco. -------------------------------------------------------------------------- La facciata è lineare e rispecchia la volontà di S. Francesco di evitare ogni eccesso con costruzioni "non excendentia paupertatis". Essa appare come un semplice rettangolo nel quale si apre il portale delimitato da due semicolonne scanalate recanti sui plinti lo stemma francescano. Esse sostengono l’architrave con il fregio, ornato da mostri alati e da due teste di angeli ai lati in bassorilievo. Al centro un’iscrizione recita così: «CLAUDATUR DIABOLO - APERIATUR CHRISTO – 1591». L’epigrafe venne commissionata dal vescovo Pietro De Petris che volle solennizzare l’anno di apertura della chiesa al mondo cattolico. Sopra il timpano spezzato al centro dallo stemma francescano, in cui si incrociano simbolicamente il braccio di Cristo e quello del Santo, presenta un’iscrizione: «HIC ORBUS PRIMUM REGINAE NUMINE CELI: LUMINA IAM CEPIT, GLORIA MAGNA DEO: III MAIUS ANNO D. MDLXXX: HIC INDE ETRUSCUS PRAES IAM TEMPLUM DICARE HIC IUSSIT PETRUS SACRA VOCE CANE XXV IANUARI ANNO D. MDLXXX». La lapide fu fatta murare dal vescovo Pietro De Petris (1553-1580). Un rosone interrompe il rigore della facciata nella parte superiore. Adiacente al lato sinistro della chiesa sorge il complesso conventuale con il chiostro, cinquecentesco come la chiesa, oggi invaso da una fitta vegetazione. L’ingresso del convento era lo stesso della Colonia Agricola. I Frati potevano raggiungerlo anche dall’interno della chiesa attraverso una porticina posta sul lato sinistro dell’abside che dava su una scalinata che conduceva ai locali che si aprivano sul chiosto: le cosidette “officine” quali cucina, lavatoio, ed i locali adibiti ai lavori manuali" (testo di Barbara di Simio). -------------------------------------------------------------------------- L'interno della Chiesa è a navata unica con numerose decorazioni in stile rococò, soffitto ligneo a tavolato. In una piccola nicchia collocata ai piedi dell’altare maggiore (sec. XVIII), è la miracolosa effigie della Madonna della Pietà, con il Figlio deposto dalla croce tra le braccia, alla sinistra S. Francesco d’Assisi e alla destra S. Antonio da Padova, affresco più volte ritoccato, risalente agli inizi del 1500. Non mancano incisioni e lapidi marmoree dedicate alle famiglie Del Vecchio, Lombardi, Bonghi, Bellucci che contribuirono nella costruzione dell'edificio. Di stile rococò sono anche i due artistici confessionali, la cantoria con organo di Innocenzo Gallo del 1743 (restauro terminato nel 2014) e tutti gli altari della chiesa, in pietra dipinta, che rimontano al ‘700. La zona absidale, a cupola, con volta a costoloni sorretti da agili colonne, conserva un mirabile coro intarsiato risalente al ‘700.